mercoledì 4 marzo 2015
bouquinistes all'inglese
Mi piace molto l'utilizzo "multi-funzione" che la religione anglicana fa delle chiese. Si tratta di ambienti sacri, certo, ma destinati comunque all'uso quotidiano da parte della comunità, non chiusi sotto una campana di vetro come capita per certe chiese cattoliche.
Nel corso delle mie vacanze inglesi ne ho visitate diverse, dalle semplici chiese dei villaggi alle grandi cattedrali e spesso ho avuto questa sensazione. Quasi sempre c'è l'angolo destinato ai più piccoli, con le sedie a misura di bambino, i cuscini colorati e a volte i giocattoli. Poi naturalmente ci sono le sezioni dedicate ai cori e ai musicisti, ma questo non è strano.
Quello che ha colpito maggiormente la mia fantasia è stato però quando ho visto anche una vendita di libri usati, in perfetto stile charity shop. Peccato che non si trattasse di Oxfam, PDSA o una delle infinite altre sigle, ma di una chiesa consacrata e funzionante a tutti gli effetti, in un carinissimo villaggio delle Cotswolds. La classica chiesetta inglese in pietra dorata, in stile vagamente goticheggiante, circondata dalle lapidi in pietra di un piccolo cimitero.
Qual è stato il mio stupore quando, entrando, ho visto che per tutta la lunghezza di una delle navate laterali c'era una bancarella piena di libri usati in svendita, per una raccolta di fondi. E naturalmente, sempre in perfetto stile inglese, non c'era nemmeno nessuno che controllasse.
Così, per la modica cifra di mezza sterlina a volumetto, ho recuperato, con mio sommo giubilo, due vecchie edizioni anni Sessanta di Georgette Heyer e un altro vecchio romanzetto con le pagine ingiallite, per i quali ho messo le monete nella cassetta delle offerte. Vecchi libriccini che hanno passato decenni in qualche sperduto cottage della campagna inglese, e che poi sono partiti con me per l'Italia, in un Grand Tour senza ritorno...
martedì 3 marzo 2015
il canto del deserto
Adele Vieri Castellano, Il canto del deserto
Leggereditore
Luxor, 1871. Lady Sylvia Dunmore, vedova dopo un disastroso matrimonio, giunge in Egitto con il padre. Per lei è un sogno che si avvera, finalmente potrà vedere con i suoi occhi i luoghi mitici che conosce solo attraverso le lettere di suo fratello Adam, che da anni collabora nelle sue spedizioni archeologiche con Lord Brokenwood, l'amore negato della sua adolescenza, divenuto cieco a causa di un terribile incidente.
Presto, la bellezza di Sylvia, così eterea da ricordare quella della regina Nefertiti, viene notata da Zayd Ambath, il figlio del rais. Ma lei ha altro per la testa: sta per partire per una spedizione nel deserto unica e irrinunciabile alla ricerca di quello che rimane del mitico esercito di Cambise.
Solo non si aspetta che quel mare di sabbia nasconda una pericolosa minaccia, che può mettere a rischio la sua stessa vita. Toccherà a Lord Brokenwood accorrere in suo soccorso, ma l’uomo avrà bisogno di tutto il suo coraggio, e della forza dell’amore, per salvare Sylvia dalle spire del deserto.
Un voto basso. Ma non perché il libro se lo meriti oggettivamente, bensì solo per un mio giudizio soggettivo, perché non l'ho trovato per niente nelle mie corde. Appena due mesi fa, della stessa autrice avevo letto "Il gioco dell'inganno", ambientato nella Venezia napoleonica, che mi aveva intrigata e coinvolta pienamente. Anche i due libri precedenti di ambientazione romana mi erano piaciuti molto, per quanto forse più in senso complessivo, per le atmosfere e per le vivide ricostruzioni storiche, che non per le vicende sentimentali dei personaggi.
A me non piace l'ambientazione nel deserto, con tuareg e sceicchi vari. Non mi è mai piaciuta e sono stata piuttosto combattuta, quando il libro è uscito, se comprarlo oppure no, sapendo che in effetti era ambientato in Egitto.
Ma poi - leggendo commenti positivi di altri lettori/lettrici - ho pensato che anche qui la maestria (innegabile) della Castellano avrebbe compiuto il miracolo, mi avrebbe piacevolmente "stordita" e avrebbe finito per farmi apprezzare il romanzo. Purtroppo non è andata così: il libro è molto lento (anche se questo non è da considerarsi un difetto in assoluto, ma ricalca le atmosfere e le indolenze mediorientali) e ci ho impiegato due settimane per leggerlo. I personaggi di entrambe le coppie non mi hanno destato alcuna scintilla di simpatia (sforzandomi, riesco forse a salvare Sylvia e Nicholas, ma il fratello e la pittrice mi sono stati cordialmente indifferenti e per nulla coinvolgenti).
Onestamente non posso dire che si tratti di un libro brutto, perché non è così in senso assoluto, però non è un libro adatto a me. Non mi è piaciuto granché.
Leggereditore
Luxor, 1871. Lady Sylvia Dunmore, vedova dopo un disastroso matrimonio, giunge in Egitto con il padre. Per lei è un sogno che si avvera, finalmente potrà vedere con i suoi occhi i luoghi mitici che conosce solo attraverso le lettere di suo fratello Adam, che da anni collabora nelle sue spedizioni archeologiche con Lord Brokenwood, l'amore negato della sua adolescenza, divenuto cieco a causa di un terribile incidente.
Presto, la bellezza di Sylvia, così eterea da ricordare quella della regina Nefertiti, viene notata da Zayd Ambath, il figlio del rais. Ma lei ha altro per la testa: sta per partire per una spedizione nel deserto unica e irrinunciabile alla ricerca di quello che rimane del mitico esercito di Cambise.
Solo non si aspetta che quel mare di sabbia nasconda una pericolosa minaccia, che può mettere a rischio la sua stessa vita. Toccherà a Lord Brokenwood accorrere in suo soccorso, ma l’uomo avrà bisogno di tutto il suo coraggio, e della forza dell’amore, per salvare Sylvia dalle spire del deserto.
Un voto basso. Ma non perché il libro se lo meriti oggettivamente, bensì solo per un mio giudizio soggettivo, perché non l'ho trovato per niente nelle mie corde. Appena due mesi fa, della stessa autrice avevo letto "Il gioco dell'inganno", ambientato nella Venezia napoleonica, che mi aveva intrigata e coinvolta pienamente. Anche i due libri precedenti di ambientazione romana mi erano piaciuti molto, per quanto forse più in senso complessivo, per le atmosfere e per le vivide ricostruzioni storiche, che non per le vicende sentimentali dei personaggi.
A me non piace l'ambientazione nel deserto, con tuareg e sceicchi vari. Non mi è mai piaciuta e sono stata piuttosto combattuta, quando il libro è uscito, se comprarlo oppure no, sapendo che in effetti era ambientato in Egitto.
Ma poi - leggendo commenti positivi di altri lettori/lettrici - ho pensato che anche qui la maestria (innegabile) della Castellano avrebbe compiuto il miracolo, mi avrebbe piacevolmente "stordita" e avrebbe finito per farmi apprezzare il romanzo. Purtroppo non è andata così: il libro è molto lento (anche se questo non è da considerarsi un difetto in assoluto, ma ricalca le atmosfere e le indolenze mediorientali) e ci ho impiegato due settimane per leggerlo. I personaggi di entrambe le coppie non mi hanno destato alcuna scintilla di simpatia (sforzandomi, riesco forse a salvare Sylvia e Nicholas, ma il fratello e la pittrice mi sono stati cordialmente indifferenti e per nulla coinvolgenti).
Onestamente non posso dire che si tratti di un libro brutto, perché non è così in senso assoluto, però non è un libro adatto a me. Non mi è piaciuto granché.
giovedì 26 febbraio 2015
un paese che muore
Il colpo d'occhio è di quelli che non si scordano tanto facilmente.
Vecchi edifici e un campanile svettante si fondono con un promontorio roccioso, rossastro, terroso, attaccato nella parte bassa dal verde della vegetazione. Un brutto ponte moderno in cemento armato collega questa visione con il nostro punto di osservazione.
E' un panorama inconsueto, sembra una fusione di due fogli lucidi: il grand canyon americano che si interseca con una boscaglia verde.
Si tratta di Civita di Bagnoregio, parte antica del borgo laziale di Bagnoregio, un paese "che muore". Geologicamente parlando, la zona in cui si trova Civita è composta prevalentemente di tufo e di argilla, ed è molto soggetta a frane ed lenti fenomeni di erosione. Il borgo antico ha conosciuto fenomeni di spopolamento già a partire dal Settecento, quando alcuni terremoti isolarono il promontorio dal resto dell'abitato di Bagnoregio, ma è soprattutto nel corso del Novecento che Civita si è progressivamente svuotata, sino ad essere quasi del tutto abbandonata (sembra che vi siano residenti soltanto una decina di persone).
Ormai è una specie di museo a cielo aperto, frequentata però da moltissimi turisti. Per arrivarci abbiamo lasciato l'auto a Bagnoregio (e trovare parcheggio non è stata un'impresa facile, trattandosi di una domenica tardo-primaverile), e poi abbiamo scarpinato a piedi per un chilometro abbondante, fino ad arrivare al ponte, unico modo per raggiungere Civita. La passeggiata non è particolarmente indicata per chi ha carrozzine con bambini, oppure persone anziane al seguito, però una volta varcata la porta d'ingresso del borgo ci si trova davvero riportati indietro in un'atmosfera senza tempo, triste e fiera insieme, magica e toccante.
mercoledì 25 febbraio 2015
meme libri 2014
Con ritardo mostruoso compilo il meme relativo alle mie letture dell'anno passato.
Quanti libri hai letto nel 2014?
71, secondo il conteggio della Reading challenge di Goodreads, e quindi sono un pochino scesa rispetto all'anno scorso (ma in parte perché mi sono cimentata con volumi più lunghi).
Quanti erano fiction e quanti no?
13 non erano fiction, ma libri di viaggi e di storia, principalmente. Tutti gli altri titoli erano narrativa.
Quanti scrittori e quante scrittrici?
Circa 30 scrittrici e 13 scrittori.
Il miglior libro letto?
Alcuni titoli della saga di "Outlander", poi "Il gioco dell'inganno" e "Giocare d'azzardo".
E il più brutto?
Due romanzi della Balogh e della Kleypas (che stranamente mi piacciono sempre molto, e invece qui sono state deludenti), poi il soporifero "Perduti tra le pagine" della Oggero. Ma il libro che ho sopportato di meno, in assoluto, è stato "Parigi è un lungo tramonto" di Michele Monina, uno pseudo libro di viaggio dove l'autore divaga, divaga, divaga, e continua a menarcela con considerazioni e preferenze personali. Ma se Parigi e i parigini (ma forse tutti i francesi...) non gli piacciono (cosa che dice chiaro e tondo), avrebbe potuto risparmiarci l'agonia di questo libro!
Quanti libri hai riletto?
Ho riletto "La straniera" della Gabaldon, che avevo letto nel 2003. Dato che sapevo che durante l'estate sarebbe uscito il telefilm, in primavera ho pensato di rileggere il libro per rinfrescarmi la memoria, ed essere in grado di giudicare la serie TV. Ho finito per divorarmi tutta la serie (13 libri + short stories recuperate qua e là) entro ottobre.
I libri più letti dello stesso autore quest'anno?
Ovviamente la Gabaldon, di cui come dicevo prima mi sono fatta tutta la serie di Outlander.
Quanti libri scritti da autori italiani?
17
E quanti dei libri letti sono stati presi in biblioteca?
Solo uno, mi pare.
Dei libri letti quanti erano ebook?
Circa una trentina.
Quanti libri hai letto nel 2014?
71, secondo il conteggio della Reading challenge di Goodreads, e quindi sono un pochino scesa rispetto all'anno scorso (ma in parte perché mi sono cimentata con volumi più lunghi).
Quanti erano fiction e quanti no?
13 non erano fiction, ma libri di viaggi e di storia, principalmente. Tutti gli altri titoli erano narrativa.
Quanti scrittori e quante scrittrici?
Circa 30 scrittrici e 13 scrittori.
Il miglior libro letto?
Alcuni titoli della saga di "Outlander", poi "Il gioco dell'inganno" e "Giocare d'azzardo".
E il più brutto?
Due romanzi della Balogh e della Kleypas (che stranamente mi piacciono sempre molto, e invece qui sono state deludenti), poi il soporifero "Perduti tra le pagine" della Oggero. Ma il libro che ho sopportato di meno, in assoluto, è stato "Parigi è un lungo tramonto" di Michele Monina, uno pseudo libro di viaggio dove l'autore divaga, divaga, divaga, e continua a menarcela con considerazioni e preferenze personali. Ma se Parigi e i parigini (ma forse tutti i francesi...) non gli piacciono (cosa che dice chiaro e tondo), avrebbe potuto risparmiarci l'agonia di questo libro!
Quanti libri hai riletto?
Ho riletto "La straniera" della Gabaldon, che avevo letto nel 2003. Dato che sapevo che durante l'estate sarebbe uscito il telefilm, in primavera ho pensato di rileggere il libro per rinfrescarmi la memoria, ed essere in grado di giudicare la serie TV. Ho finito per divorarmi tutta la serie (13 libri + short stories recuperate qua e là) entro ottobre.
I libri più letti dello stesso autore quest'anno?
Ovviamente la Gabaldon, di cui come dicevo prima mi sono fatta tutta la serie di Outlander.
Quanti libri scritti da autori italiani?
17
E quanti dei libri letti sono stati presi in biblioteca?
Solo uno, mi pare.
Dei libri letti quanti erano ebook?
Circa una trentina.
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giovedì 19 febbraio 2015
ci sono
Ci sono. Non sono sparita. Ma non riesco più a trovare il tempo per scrivere due righe su queste pagine, mannaggia... Cercherò di provvedere al più presto.
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uffa
lunedì 5 gennaio 2015
una vista mozzafiato su praga
Il castello (hrad) domina benignamente la città di Praga, dall'alto della collina di Malà Strana.
E' stata una sorpresa visitarlo, e rendersi conto che non si trattava di un unico palazzo, ma di un vero e proprio complesso di edifici, diversi fra loro sia per funzione sia per epoca, una vera e propria cittadella lunga 570 metri e larga mediamente 130.
Fra gli innumerevoli palazzi e giardini, al suo interno si trova anche la cattedrale gotica di San Vito, una delle più grandi d'Europa, che venne costruita nel corso di quasi 600 anni (e comunque non è l'unica chiesa presente nello hrad).
San Vito si incontra dopo un paio di cortili iniziali, dopo essere passati in un porticato che entra su una nuova corte; la sua facciata si trova alquanto sacrificata, poiché di fronte ad essa lo spazio è molto ristretto, ed è impossibile godere di qualsiasi prospettiva. C'è talmente tanto poco spazio che risulta impossibile anche soltanto fare una foto completa all'intera facciata della cattedrale, perché è impossibile raggiungere l'angolatura di ripresa necessaria.
Una volta dentro, vale la pena raggiungere la cima del campanile, che è visitabile.
Lì, dall'alto, si gode di una vista favolosa non soltanto del castello e del famoso Ponte Carlo che attraversa la Moldova, ma di tutta la Città Vecchia (Stare Mesto) di Praga.

Proprio legato alla salita al campanile è un ricordo che mi è rimasto impresso, nonostante siano passati alcuni anni, e ora capirete perché.
La scaletta d'accesso al campanile è una scala a chiocciola in pietra, vecchia e con gli scalini consumati e scivolosi, piuttosto stretta.
Ci sono 297 scalini e bisogna fare attenzione, non soltanto alla testa che gira un po' a furia di girare in tondo, ma anche alle persone che vengono in senso opposto.
Ecco, io ho avuto il "piacere" di trovarmi in questo stretto cubicolo, intenta a salire gli scalini in un caldo agosto, mentre dall'alto scendevano robusti e rubicondi signori slavi, tutti belli affaticati, sudati e molti senza maniche... lo strusciamento umidiccio è stato inevitabile, e rabbrividisco ancora al pensiero :-)
Comunque una volta arrivata in cima al campanile, il panorama che si gode da lassù ha ripagato veramente della fatica della salita (e anche di questi piccoli disagi imprevisti, eh sì).
giovedì 18 dicembre 2014
panini al salmone sotto la pioggia
Dicono che una delle città più piovose del mondo sia Bergen,
in Norvegia, e non ho motivo di dubitarne. Ci sono stata tre giorni e
ha piovuto in continuazione: per tutto il tempo non ho mai abbandonato
la giacchetta impermeabile e l'ombrello. Addirittura buona parte delle
cartoline ironizzano su questa peculiarità, quindi dev'essere un dato di
fatto incontrovertibile. Pare che la media annua di giornate piovose
sia 285!
Ma per fortuna Bergen è famosa anche per altri aspetti, fra cui uno è il caratteristico mercato del pesce, il Fisketorget, che si tiene nelle vicinanze del porto. Lo spazio del mercato non è molto ampio, ma le bancarelle sono alquanto pittoresche: i tendoni che le sovrastano sono rossi e contribuiscono a diffondere una tonalità rossa su tutto l'ambiente sottostante, sottolineata ancor di più dai colori dei pesci esposti sui banconi.
Ci sono moltissime varietà di pesci, principalmente salmoni e gamberetti (che in buona parte finiscono dentro a panini da asporto fatti direttamente sul momento), ma anche carne di balena, granchi, aringhe, e tanti altri a me sconosciuti. La Norvegia era l'unico paese al mondo (insieme al Giappone) ad esercitare ancora la caccia alla balena, quando ci sono stata, per cui qui la vendita della sua carne era consentita. La carne di balena ha un colore molto scuro, e un amico l'aveva comprata per assaggiarla. Io invece mi ero fatta prendere dagli scrupoli e non l'avevo fatto.
Le persone dietro ai banchi del Torget indossano tutte delle maxi salopette di gomma da pescatori, con degli alti stivaloni. E' un po' una babele, poiché parlano moltissime lingue diverse. Si tratta infatti principalmente di studenti (molti stranieri), che lavorano al mercato durante l'estate, per pagarsi gli studi.
Sulle bancarelle comunque non si trovano esclusivamente pesci, ma anche frutti, bacche, fiori oppure maglioni tipici, quelli belli spessi ricamati di lana. Giusto per non farsi mancare nulla, dato che il mercato è frequentatissimo dai turisti.
Ma per fortuna Bergen è famosa anche per altri aspetti, fra cui uno è il caratteristico mercato del pesce, il Fisketorget, che si tiene nelle vicinanze del porto. Lo spazio del mercato non è molto ampio, ma le bancarelle sono alquanto pittoresche: i tendoni che le sovrastano sono rossi e contribuiscono a diffondere una tonalità rossa su tutto l'ambiente sottostante, sottolineata ancor di più dai colori dei pesci esposti sui banconi.
Ci sono moltissime varietà di pesci, principalmente salmoni e gamberetti (che in buona parte finiscono dentro a panini da asporto fatti direttamente sul momento), ma anche carne di balena, granchi, aringhe, e tanti altri a me sconosciuti. La Norvegia era l'unico paese al mondo (insieme al Giappone) ad esercitare ancora la caccia alla balena, quando ci sono stata, per cui qui la vendita della sua carne era consentita. La carne di balena ha un colore molto scuro, e un amico l'aveva comprata per assaggiarla. Io invece mi ero fatta prendere dagli scrupoli e non l'avevo fatto.
Le persone dietro ai banchi del Torget indossano tutte delle maxi salopette di gomma da pescatori, con degli alti stivaloni. E' un po' una babele, poiché parlano moltissime lingue diverse. Si tratta infatti principalmente di studenti (molti stranieri), che lavorano al mercato durante l'estate, per pagarsi gli studi.
Sulle bancarelle comunque non si trovano esclusivamente pesci, ma anche frutti, bacche, fiori oppure maglioni tipici, quelli belli spessi ricamati di lana. Giusto per non farsi mancare nulla, dato che il mercato è frequentatissimo dai turisti.
lunedì 8 dicembre 2014
the king
Per quanto mi riguarda, non ha più la verve dei primi titoli della serie. Troppo dispersivo, troppa carne al fuoco, troppo spazio a personaggi che mi interessano poco (le Ombre), e poco a quelli di cui vorrei leggere di più (Layla e Xcor, e inoltre personaggi appena accennati in passato come Murhder e Luchas - la Ward se li è persi nel dimenticatoio?).
Si vede che la Ward, quando decide di prediligere particolarmente un personaggio, gli prepara minuziosamente il campo già diversi libri prima di quello che a lui espressamente dedicato. E' successo con John, poi l'ho notato tantissimo con la coppia Qhuinn e Blay, e adesso con le Ombre. Peccato che in ciascuno di questi casi l'eccessivo spazio che dedica loro mi sfinisce: insomma, già si tratta di personaggi che non sono MAI quelli che a me interessano, e il troppo mi stufa.
Ma poi... le Ombre? Quando la Ward ha introdotto questi fratelli (all'epoca in cui lavoravano nel club di Rehvenge) li aveva ammantati di un'aura mitica di pericolo, in quanto appartenenti a una razza particolare, diversa dai vampiri, etc etc, insomma c'erano grandi aspettative... e adesso invece uno fa il cuoco nel tempo libero, e l'altro il puttaniere seriale per sfuggire allo spleen esistenziale: ma dai!
E Selena: ho letto tutti i libri precedenti ma mi sfugge davvero dove fosse fatta menzione di una malattia mortale fra le Elette, da dove l'ha tirata fuori la Ward?
In quanto alla storia di Beth e Wrath devo dire che la parte che mi è piaciuta di più è stata quella con i flashback relativa ai genitori di Wrath (e se anche la Ward l'avesse ampliata un pochetto non mi sarei lamentata). Ho trovato abbastanza ridicola (e confezionata su misura) la gestione del needing di Beth e della sua gravidanza inconsapevole - anche alla luce del fatto che abbiamo Layla incinta da quanto? due libri?, mentre Beth scopre di essere incinta e dà alla luce il figlio nel giro di pochi capitoli.
La storia fra Sola e Assail ha continuato a piacermi (non da impazzire, ma visto il resto...), com'era stato nel libro precedente.
In definitiva, ho letto il libro, ma senza alcuna fretta né entusiasmo, tant'è che è la prima volta che non mi sono fiondata sull'edizione inglese appena uscita, ma con tutta calma ho letto l'edizione italiana oltre sei mesi più tardi, senza nessuna ansia. Il desiderio di proseguire con la serie mi era già scemato moltissimo con "Lover at last", e con questo titolo non è certo riaumentato.
Si vede che la Ward, quando decide di prediligere particolarmente un personaggio, gli prepara minuziosamente il campo già diversi libri prima di quello che a lui espressamente dedicato. E' successo con John, poi l'ho notato tantissimo con la coppia Qhuinn e Blay, e adesso con le Ombre. Peccato che in ciascuno di questi casi l'eccessivo spazio che dedica loro mi sfinisce: insomma, già si tratta di personaggi che non sono MAI quelli che a me interessano, e il troppo mi stufa.
Ma poi... le Ombre? Quando la Ward ha introdotto questi fratelli (all'epoca in cui lavoravano nel club di Rehvenge) li aveva ammantati di un'aura mitica di pericolo, in quanto appartenenti a una razza particolare, diversa dai vampiri, etc etc, insomma c'erano grandi aspettative... e adesso invece uno fa il cuoco nel tempo libero, e l'altro il puttaniere seriale per sfuggire allo spleen esistenziale: ma dai!
E Selena: ho letto tutti i libri precedenti ma mi sfugge davvero dove fosse fatta menzione di una malattia mortale fra le Elette, da dove l'ha tirata fuori la Ward?
In quanto alla storia di Beth e Wrath devo dire che la parte che mi è piaciuta di più è stata quella con i flashback relativa ai genitori di Wrath (e se anche la Ward l'avesse ampliata un pochetto non mi sarei lamentata). Ho trovato abbastanza ridicola (e confezionata su misura) la gestione del needing di Beth e della sua gravidanza inconsapevole - anche alla luce del fatto che abbiamo Layla incinta da quanto? due libri?, mentre Beth scopre di essere incinta e dà alla luce il figlio nel giro di pochi capitoli.
La storia fra Sola e Assail ha continuato a piacermi (non da impazzire, ma visto il resto...), com'era stato nel libro precedente.
In definitiva, ho letto il libro, ma senza alcuna fretta né entusiasmo, tant'è che è la prima volta che non mi sono fiondata sull'edizione inglese appena uscita, ma con tutta calma ho letto l'edizione italiana oltre sei mesi più tardi, senza nessuna ansia. Il desiderio di proseguire con la serie mi era già scemato moltissimo con "Lover at last", e con questo titolo non è certo riaumentato.
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venerdì 28 novembre 2014
la fiera delle vanità
Vanity Fair. La fiera delle vanità
di Mira Nair, 2004, GB-USA
interpreti: Reese Witherspoon, James Purefoy, Gabriel Byrne, Jonathan Rys-Myers, Bob Hoskins.
La bella Becky, appassionata, spiritosa e calcolatrice, figlia di uno squattrinato artista inglese e di una ballerina francese, resta orfana in tenera età. Fin da bambina è sensibile al fascino di una vita piú agiata e ripudia il suo ambiente di origine. Abbandona l'Accademia di Miss Pinkerton a Chiswick, decisa a conquistare l'alta società inglese con ogni mezzo a sua disposizione. Per scalare le vette sociali ricorrerà a tutta la sua intelligenza, astuzia e sensualità.
Un film che in molti passaggi ricorda "Via col vento", consigliato a tutte le romantiche che amano i film in costume, con eroine forti e indomite. Si tratta della versione cinematografica del romanzo di William Makepeace Thackeray, con scenografie molto sontuose, costumi coloratissimi, moltissimi rimandi alla cultura indiana (la regista è indiana), e bravissimi attori.
Non ho mai letto il romanzo, ma nonostante questo so - da ricordi scolastici - che si tratta di un acutissimo romanzo di analisi sociale. Non so se la "vera" Becky Sharp di Thackeray fosse soltanto un'arrampicatrice sociale, senza scrupoli, e quindi un personaggio negativo. Nel film Becky è sicuramente piu' "soft" di quanto non sia nel libro. Tutte le recensioni che ho letto fanno notare questo punto.
Comunque il personaggio del film secondo me è sfaccettato: le sue azioni sono mosse, in principio, dalla voglia di emergere e di farsi strada. Anche quando, più avanti, si trova nella rete del marchese di Steyne, fa buon viso a catttivo gioco per ottenere qualcosa in cambio. Pero' quando si trova a perdere - per causa sua - sia il marito sia il figlio, secondo me la sua pena è sincera, per quanto non esternata platealmente.
Io credo che il personaggio di Becky sia da considerarsi positivamente, nonostante tutto, come una donna intelligente e astuta, che cerca di usare cio' che ha a sua disposizione per migliorare la propria condizione.
Sul dvd ci sono sia un finale sia un inizio alternativi. Io li ho preferiti entrambi, rispetto a quelli che invece sono stati usati. Nei titoli di testa (meravigliosi e con un motivo di sottofondo delicatissimo - "She walks in beauty" ispirato ai versi di Byron - che ha continuato a risuonarmi in testa tutta la sera) l'immagine della farfalla che vola tanto vicino alla fiammella della candela da bruciarsi le ali è bellissima, è una vivida metafora dell'esistenza di Becky... peccato che abbiano deciso di non usarla.
di Mira Nair, 2004, GB-USA
interpreti: Reese Witherspoon, James Purefoy, Gabriel Byrne, Jonathan Rys-Myers, Bob Hoskins.
La bella Becky, appassionata, spiritosa e calcolatrice, figlia di uno squattrinato artista inglese e di una ballerina francese, resta orfana in tenera età. Fin da bambina è sensibile al fascino di una vita piú agiata e ripudia il suo ambiente di origine. Abbandona l'Accademia di Miss Pinkerton a Chiswick, decisa a conquistare l'alta società inglese con ogni mezzo a sua disposizione. Per scalare le vette sociali ricorrerà a tutta la sua intelligenza, astuzia e sensualità.
Un film che in molti passaggi ricorda "Via col vento", consigliato a tutte le romantiche che amano i film in costume, con eroine forti e indomite. Si tratta della versione cinematografica del romanzo di William Makepeace Thackeray, con scenografie molto sontuose, costumi coloratissimi, moltissimi rimandi alla cultura indiana (la regista è indiana), e bravissimi attori.
Non ho mai letto il romanzo, ma nonostante questo so - da ricordi scolastici - che si tratta di un acutissimo romanzo di analisi sociale. Non so se la "vera" Becky Sharp di Thackeray fosse soltanto un'arrampicatrice sociale, senza scrupoli, e quindi un personaggio negativo. Nel film Becky è sicuramente piu' "soft" di quanto non sia nel libro. Tutte le recensioni che ho letto fanno notare questo punto.
Comunque il personaggio del film secondo me è sfaccettato: le sue azioni sono mosse, in principio, dalla voglia di emergere e di farsi strada. Anche quando, più avanti, si trova nella rete del marchese di Steyne, fa buon viso a catttivo gioco per ottenere qualcosa in cambio. Pero' quando si trova a perdere - per causa sua - sia il marito sia il figlio, secondo me la sua pena è sincera, per quanto non esternata platealmente.
Io credo che il personaggio di Becky sia da considerarsi positivamente, nonostante tutto, come una donna intelligente e astuta, che cerca di usare cio' che ha a sua disposizione per migliorare la propria condizione.
Sul dvd ci sono sia un finale sia un inizio alternativi. Io li ho preferiti entrambi, rispetto a quelli che invece sono stati usati. Nei titoli di testa (meravigliosi e con un motivo di sottofondo delicatissimo - "She walks in beauty" ispirato ai versi di Byron - che ha continuato a risuonarmi in testa tutta la sera) l'immagine della farfalla che vola tanto vicino alla fiammella della candela da bruciarsi le ali è bellissima, è una vivida metafora dell'esistenza di Becky... peccato che abbiano deciso di non usarla.
mercoledì 26 novembre 2014
una spia rossa sul cruscotto
Per me e per le mie due amiche erano le prime ore della nostra vacanza scozzese. Avevamo appena ritirato l'auto a noleggio all'aeroporto di Glasgow, e fatto alcune prove nella piazzola della Hertz con la guida a sinistra prima di avventurarci nelle strade "vere". Tutto andava liscio.
La guida a sinistra ha una fama più brutta di quella che in realtà si merita. Certo, continuavo a ritenere che fosse "strana" anche mentre mi trovavo là, ma tutto sommato, dopo 1-2 giorni di pratica, ero entrata abbastanza nell'ottica (anche se continuavo sempre a cercare il cambio dando colpi col gomito alla portiera, prima di realizzare che dovevo cercarlo con l'altro braccio...)
Comunque, quel primo giorno avevamo già fatto un bel po' di chilometri verso nord (pardon, miglia), e ci trovavamo dalle parti del Loch Lomond, quando ci accorgiamo che una spia sul cruscotto è diventata rossa. Accidenti: ci ha preso lo sconforto perché ormai eravamo troppo distanti da Glasgow. Come cominciare bene una vacanza! Se la spia si fosse accesa prima saremmo potute tornare alla Hertz per chiedere che ci dessero un'altra macchina.
Ad ogni modo, la spia incriminata era quella dell'olio, per cui forse si trattava di un problema risolvibile. Da tenere presente che era il tardo pomeriggio di domenica, e non si vedeva niente di aperto in giro. Ci siamo fermate in una zona con uno spiazzo lungo il lago e abbiamo dato un'occhiata direttamente sotto al cofano. Individuata la stecca dell'olio, abbiamo appurato che in effetti il livello era basso, anche se non di tantissimo. In teoria potevamo ancora arrivare al b&b di Inveraray che avevamo prenotato per la prima sera con relativa tranquillità, senza tirare troppo.
E alla fine abbiamo fatto così, andando pian pianino, restando però col timore che nel frattempo si accendesse qualche altra spia. Per fortuna non è successo, e la mattina dopo ci siamo fermate alla prima stazione di servizio finalmente aperta che abbiamo trovato. Abbiamo subito comprato un bidoncino di olio, e poi abbiamo chiesto al gestore se poteva aiutarci e verificare se l'olio che avevamo preso andava bene per il modello di auto (dal libretto del noleggio non si capiva nemmeno se fosse a benzina o a diesel...sigh, altro aspetto che avremmo dovuto risolvere prima del primo rifornimento...).
Il tipo ha subito guardato e ci ha aiutato a rabboccare il serbatoio dell'olio con quello che avevamo preso (fortunatamente andava bene). Rimesso in moto, la spia non si è più riaccesa: problema risolto.
Non per lodarci e imbrodarci da sole, ma quanti - non solo donne, ma anche uomini - sarebbero invece subito andati in panico davanti a una spia rossa appena sbarcati in terra straniera?
A voi non è mai capitato un episodio del genere, soprattutto con auto a noleggio che conoscevate poco o nulla?
domenica 23 novembre 2014
cronologia della serie Outlander
La serie di Outlander comprende tre tipi di storie:
- i grandi ed enormi libri principali (Big Enormous Books - BEBs), di un genere difficilmente indicabile,
- i romanzi più brevi, non meno indescrivibili (Shorter Less Indescribable Novels - SLINs), che sono più o meno dei mystery storici, anche se trattano pure di battaglie e pratiche sessuali leggermente devianti,
- i rigonfiamenti (Bulges), che sono pezzi ancora più brevi che si incastrano in qualche punto lungo le storie dei BEB e degli SLIN, come farebbero delle prede inghiottite da un serpente. Questi trattano spesso - ma non soltanto - di personaggi secondari, sono prequel oppure sequel, e/o riempiono delle lacune lasciate nelle storie originali.
La maggior parte degli SLIN, finora, coprono un grande buco lasciato in mezzo a "Voyager", intorno al 1757-1761. Anche alcuni dei Bulges sono ambientati in tale periodo, e altri no.
Ecco una cronologia dettagliata, utile per i lettori. E' comunque da notare che gli SLIN e i Bulges sono fatti in modo da poter essere letti singolarmente, senza riferimenti incrociati gli uni con gli altri o con i libri principali, in caso si volesse soltanto gustare un piccolo snack letterario, invece di un pasto completo con nove portate, bevande e dolce.
- Virgins (BULGE). Ambientata in Francia nel 1740. In cui il diciannovenne Jamie Fraser e il suo amico ventenne Ian Murray diventano giovani mercenari.
(trad. it. "Vergini" contenuto in "La ragazza nello specchio e nuove storie di donne pericolose")
- Outlander (BEB). Se non avete mai letto nulla della serie, suggerirei di partire da qui. Se non siete sicuri, aprite il libro a caso e leggete tre pagine. Se poi riuscite a posarlo, vi darò un dollaro.
(trad. it. "La straniera")
- Dragonfly in Amber (BEB). Non comincia dove pensereste voi. E non finisce dove pensate che arriverà, neanche. Ma continuate a leggere: andrà tutto bene.
(trad. it. "L'amuleto d'ambra" + "Il ritorno")
- Voyager (BEB). Se decidete di leggere in ordine la serie, questo libro va sicuramente letto prima di cominciare gli SLIN e i Bulges.
(trad. it. "Il cerchio di pietre" + "La collina delle fate")
- Lord John and the Hand of Devils ('Hell-Fire Club') (BULGE). Per aumentare la confusione, questo è uno SLIN che comprende 3 Bulges (novelle). La prima storia del libro ("Hell-fire club") è ambientata a Londra nel 1757, e tratta di un uomo coi capelli rossi che approccia Lord John Grey con un'urgente richiesta di aiuto, appena prima di morirgli davanti.
- Lord John and the private matter (SLIN). Ambientato a Londra, 1757, è un mystery storico imbevuto di sangue e altre sostanze meno invitanti, nel quale Lord John incontra (in breve sequenza) un valletto, un traditore, un farmacista con una cura certa per la sifilide, un borioso tedesco, e un poco scrupoloso mercante.
(trad. it. "Lord John e una questione personale")
- Hands of Devils ('Succubus')(BULGE). La seconda novella della raccolta "Hands of Devils" trova Lord John in Germania, alle prese con sogni spiazzanti su Jamie Fraser, incontri spiazzanti con principesse sassoni, diavoli notturni, e un incontro davvero disturbante con un grande Hannoveriano biondo.
- Lord John and the brotherhood of the blade (SLIN). IL secondo romanzo dedicato a Lord John (ma include anche Jamie Fraser) è ambientato nel 1759, tratta di un ventennale scandalo familiare e vede Lord John impegnato da vicino con cannoni esplosivi ed emozioni ancora più pericolosamente esplosive.
(trad. it. "Lord John e i fantasmi del passato" + "Lord John e una verità inaspettata")
- Hands of Devils ('Haunted Soldier') (BULGE). 1759, Londra e l'arsenale di Woolwich. In cui Lord John affronta un'inchiesta sull'esplosione di un cannone, e impara che al mondo ci sono cose più pericolose della polvere da sparo.
- The Scottish prisoner (SLIN). Questo è ambientato nel 1760, nel Lake District, Londra e Irlanda. Una specie di romanzo ibrido, è diviso equamente fra Jamie Fraser e Lord John Grey, i quali propongono le loro diverse prospettive su un racconto di politica, corruzione, omicidio, sogni oppiacei, cavalli e figli illegittimi.
- Drums of Autumn (BEB). Questo comincia nel 1766, nel Nuovo Mondo, dove Jamie e Claire trovano un appoggio nelle montagne del North Carolina, e la loro figlia Brianna trova un sacco di cose che non si aspettava, quando un sinistro ritaglio di giornale la manda alla ricerca dei suoi genitori.
(trad. it. "Tamburi d'autunno" + "Passione oltre il tempo")
- The Fiery Cross (BEB). Seconda parte degli anni 1760. Lo sfondo storico è la guerra dei Regolatori nel North Carolina, che fu più o meno una prova per la nascente Rivoluzione Americana. Nella quale Jamie Fraser divenne un riluttante ribelle, sua moglie Claire una congiurante, e incontrò un fantasma. Qualcosa di molto peggio succede al marito di Brianna, Roger.
(trad. it. "La croce di fuoco" + "Vessilli di guerra")
- A Breath of Snow and Ashes (BEB). Prima metà degli anni 1770.
(trad. it. "Nevi infuocate" + "Cannoni per la libertà" )
- An Echo in the Bone (BEB). 1777-78 America, Londra, Canada e Scozia. Questo libro ha quattro storie principali: Jamie e Claire; Roger e Brianna (e famiglia); Lord John e William; e il giovane Ian. Tutte si intersecano, insieme alla Rivoluzione Americana, e tutte quante con punte acuminate.
(trad. it. "Destini incrociati" + "Il prezzo della vittoria")
- The Space Between (BULGE). Ambientato prevalentemente a Parigi, nel 1778, questo romanzo verte su Michael Murray (un fratello più grande del giovane Ian), Joan MacKimmie (la sorella più giovane di Marsali), il conte di Saint Germain (che non è morto, dopo tutto), Madre Hildegarde, e alcuni altri personaggi di interesse. Lo spazio in mezzo a che cosa? Dipende da chi è il tuo interlocutore...
- Written in my own Heart's Blood (BEB). L'ottavo dei libroni, comincia nell'estate del 1778 (e nell'autunno 1974).
(trad. it. "Legami di sangue" + "Prigioniero di nessuno")
- A Leaf on the Wind of All Hallows (BULGE). Ambientato per la maggior parte nel 1940-42, è la storia di cosa è veramente successo ai genitori di Roger MacKenzie.
(tradotto dalla lista scritta da Diana Gabaldon)
- i grandi ed enormi libri principali (Big Enormous Books - BEBs), di un genere difficilmente indicabile,
- i romanzi più brevi, non meno indescrivibili (Shorter Less Indescribable Novels - SLINs), che sono più o meno dei mystery storici, anche se trattano pure di battaglie e pratiche sessuali leggermente devianti,
- i rigonfiamenti (Bulges), che sono pezzi ancora più brevi che si incastrano in qualche punto lungo le storie dei BEB e degli SLIN, come farebbero delle prede inghiottite da un serpente. Questi trattano spesso - ma non soltanto - di personaggi secondari, sono prequel oppure sequel, e/o riempiono delle lacune lasciate nelle storie originali.
La maggior parte degli SLIN, finora, coprono un grande buco lasciato in mezzo a "Voyager", intorno al 1757-1761. Anche alcuni dei Bulges sono ambientati in tale periodo, e altri no.
Ecco una cronologia dettagliata, utile per i lettori. E' comunque da notare che gli SLIN e i Bulges sono fatti in modo da poter essere letti singolarmente, senza riferimenti incrociati gli uni con gli altri o con i libri principali, in caso si volesse soltanto gustare un piccolo snack letterario, invece di un pasto completo con nove portate, bevande e dolce.
- Virgins (BULGE). Ambientata in Francia nel 1740. In cui il diciannovenne Jamie Fraser e il suo amico ventenne Ian Murray diventano giovani mercenari.
(trad. it. "Vergini" contenuto in "La ragazza nello specchio e nuove storie di donne pericolose")
- Outlander (BEB). Se non avete mai letto nulla della serie, suggerirei di partire da qui. Se non siete sicuri, aprite il libro a caso e leggete tre pagine. Se poi riuscite a posarlo, vi darò un dollaro.
(trad. it. "La straniera")
- Dragonfly in Amber (BEB). Non comincia dove pensereste voi. E non finisce dove pensate che arriverà, neanche. Ma continuate a leggere: andrà tutto bene.
(trad. it. "L'amuleto d'ambra" + "Il ritorno")
- Voyager (BEB). Se decidete di leggere in ordine la serie, questo libro va sicuramente letto prima di cominciare gli SLIN e i Bulges.
(trad. it. "Il cerchio di pietre" + "La collina delle fate")
- Lord John and the Hand of Devils ('Hell-Fire Club') (BULGE). Per aumentare la confusione, questo è uno SLIN che comprende 3 Bulges (novelle). La prima storia del libro ("Hell-fire club") è ambientata a Londra nel 1757, e tratta di un uomo coi capelli rossi che approccia Lord John Grey con un'urgente richiesta di aiuto, appena prima di morirgli davanti.
- Lord John and the private matter (SLIN). Ambientato a Londra, 1757, è un mystery storico imbevuto di sangue e altre sostanze meno invitanti, nel quale Lord John incontra (in breve sequenza) un valletto, un traditore, un farmacista con una cura certa per la sifilide, un borioso tedesco, e un poco scrupoloso mercante.
(trad. it. "Lord John e una questione personale")
- Hands of Devils ('Succubus')(BULGE). La seconda novella della raccolta "Hands of Devils" trova Lord John in Germania, alle prese con sogni spiazzanti su Jamie Fraser, incontri spiazzanti con principesse sassoni, diavoli notturni, e un incontro davvero disturbante con un grande Hannoveriano biondo.
- Lord John and the brotherhood of the blade (SLIN). IL secondo romanzo dedicato a Lord John (ma include anche Jamie Fraser) è ambientato nel 1759, tratta di un ventennale scandalo familiare e vede Lord John impegnato da vicino con cannoni esplosivi ed emozioni ancora più pericolosamente esplosive.
(trad. it. "Lord John e i fantasmi del passato" + "Lord John e una verità inaspettata")
- Hands of Devils ('Haunted Soldier') (BULGE). 1759, Londra e l'arsenale di Woolwich. In cui Lord John affronta un'inchiesta sull'esplosione di un cannone, e impara che al mondo ci sono cose più pericolose della polvere da sparo.
- The Scottish prisoner (SLIN). Questo è ambientato nel 1760, nel Lake District, Londra e Irlanda. Una specie di romanzo ibrido, è diviso equamente fra Jamie Fraser e Lord John Grey, i quali propongono le loro diverse prospettive su un racconto di politica, corruzione, omicidio, sogni oppiacei, cavalli e figli illegittimi.
- Drums of Autumn (BEB). Questo comincia nel 1766, nel Nuovo Mondo, dove Jamie e Claire trovano un appoggio nelle montagne del North Carolina, e la loro figlia Brianna trova un sacco di cose che non si aspettava, quando un sinistro ritaglio di giornale la manda alla ricerca dei suoi genitori.
(trad. it. "Tamburi d'autunno" + "Passione oltre il tempo")
- The Fiery Cross (BEB). Seconda parte degli anni 1760. Lo sfondo storico è la guerra dei Regolatori nel North Carolina, che fu più o meno una prova per la nascente Rivoluzione Americana. Nella quale Jamie Fraser divenne un riluttante ribelle, sua moglie Claire una congiurante, e incontrò un fantasma. Qualcosa di molto peggio succede al marito di Brianna, Roger.
(trad. it. "La croce di fuoco" + "Vessilli di guerra")
- A Breath of Snow and Ashes (BEB). Prima metà degli anni 1770.
(trad. it. "Nevi infuocate" + "Cannoni per la libertà" )
- An Echo in the Bone (BEB). 1777-78 America, Londra, Canada e Scozia. Questo libro ha quattro storie principali: Jamie e Claire; Roger e Brianna (e famiglia); Lord John e William; e il giovane Ian. Tutte si intersecano, insieme alla Rivoluzione Americana, e tutte quante con punte acuminate.
(trad. it. "Destini incrociati" + "Il prezzo della vittoria")
- The Space Between (BULGE). Ambientato prevalentemente a Parigi, nel 1778, questo romanzo verte su Michael Murray (un fratello più grande del giovane Ian), Joan MacKimmie (la sorella più giovane di Marsali), il conte di Saint Germain (che non è morto, dopo tutto), Madre Hildegarde, e alcuni altri personaggi di interesse. Lo spazio in mezzo a che cosa? Dipende da chi è il tuo interlocutore...
- Written in my own Heart's Blood (BEB). L'ottavo dei libroni, comincia nell'estate del 1778 (e nell'autunno 1974).
(trad. it. "Legami di sangue" + "Prigioniero di nessuno")
- A Leaf on the Wind of All Hallows (BULGE). Ambientato per la maggior parte nel 1940-42, è la storia di cosa è veramente successo ai genitori di Roger MacKenzie.
(tradotto dalla lista scritta da Diana Gabaldon)
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sabato 15 novembre 2014
festive in death
E' quasi Natale, ma il tenente Eve Dallas non è in vena di festeggiare. Mentre Roarke progetta un'enorme e scintillante festa, ai cui preparativi anche Eve dovrà partecipare - a meno di non farsi riprendere da Summerset, il tenente Dallas ha per la testa, e fra le mani, un caso di omicidio.
La vittima, il personal trainer Trey Ziegler, era un problema in vita, e ancor di più nella morte. Vanesio, infedele e ricattatore, Trey si era procurato un sacco di nemici. Il che significa che Eve ha un mucchio di potenziali sospettati. E a un certo punto i sospetti principali si focalizzano su uno dei mariti traditi, che veniva ricattato da Trey in quanto lui stesso aveva una tresca con una giovane amante. Ma sarà davvero lui, per quanto sia un bugiardo e una persona disgustosa, il vero colpevole? Nell'ultimo capitolo Eve si rende conto che il vero assassino di Trey in realtà è un'altra persona.
Natale può essere una festività piena di luminarie, ma Eve sarà costretta ancora una volta ad incamminarsi su un sentiero alquanto oscuro, nella caccia alla verità.
Ci ho impiegato un bel po' di tempo per finirlo (circa tre settimane), e già questo è indicativo. Oggettivamente non riesco a trovare una ragione precisa per cui non mi ha convinta del tutto, però non l'ho trovato né stimolante né coinvolgente. Sempre la solita minestra, e probabilmente sono stanca di questa cosa. Eppure è un peccato, perché lo scorso titolo della serie si era un po' ripigliato e speravo che il momento positivo potesse continuare.
La vittima, il personal trainer Trey Ziegler, era un problema in vita, e ancor di più nella morte. Vanesio, infedele e ricattatore, Trey si era procurato un sacco di nemici. Il che significa che Eve ha un mucchio di potenziali sospettati. E a un certo punto i sospetti principali si focalizzano su uno dei mariti traditi, che veniva ricattato da Trey in quanto lui stesso aveva una tresca con una giovane amante. Ma sarà davvero lui, per quanto sia un bugiardo e una persona disgustosa, il vero colpevole? Nell'ultimo capitolo Eve si rende conto che il vero assassino di Trey in realtà è un'altra persona.
Natale può essere una festività piena di luminarie, ma Eve sarà costretta ancora una volta ad incamminarsi su un sentiero alquanto oscuro, nella caccia alla verità.
Ci ho impiegato un bel po' di tempo per finirlo (circa tre settimane), e già questo è indicativo. Oggettivamente non riesco a trovare una ragione precisa per cui non mi ha convinta del tutto, però non l'ho trovato né stimolante né coinvolgente. Sempre la solita minestra, e probabilmente sono stanca di questa cosa. Eppure è un peccato, perché lo scorso titolo della serie si era un po' ripigliato e speravo che il momento positivo potesse continuare.
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