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mercoledì 27 novembre 2013

cioccolato a torino

Cioccola-Tò
Torino, piazza San Carlo
(22 novembre - 1 dicembre 2013)


 

 

  

Piazza San Carlo è invasa per una decina di giorni da gazebo e dolcissimi stand, tutti all'insegna del cioccolato. La kermesse è infatti dedicata al cioccolato in tutte le sue forme (e consistenze)...
Ci sono i laboratori dei maitres chocolatiers, gli stand che offrono degustazioni guidate e gratuite, gli incontri con scrittori che hanno narrato la cioccolata nelle loro opere, i percorsi guidati a spasso per la città, spettacoli di danza, e approfondimenti nei musei dedicati alla storia della degustazione della cioccolata.

E questo solo per cominciare: premi Gianduiotto, una Spalm Beach con le sedie sdraio nella piazza, il bicchierino di panna montata gratuita, laboratori con gli chef, il kebabbaro di cioccolato, le sculture di cioccolato, la Repubblica della Costa d'Avorio ospite speciale, il Chocostore dove si trovano tutti i gingilli e i gadget che non ti immagini... e tante altre golosità...

 

 

 


 




lunedì 19 agosto 2013

senza trucco

Nadia Tadioli - Senza Trucco. Cosa c'è , davvero, nei cosmetici che usiamo ogni giorno
Stampa Alternativa - Nuovi equilibri

Ci spalmiamo la faccia di creme agli isoflavoni della soia e ai polifenoli dell’uva per combattere ossidazione e radicali liberi e nutriamo una passione smodata per l’acido ialuronico e il collagene. A volte però leggere gli ingredienti dei prodotti è un’esperienza ardua.
Etichette alla mano, ecco un manuale sintetico e semplice, per scoprire i principali ingredienti di creme, saponi e bagnoschiuma, soprattutto quelli su cui si concentrano critiche e sospetti.
Non mancano i capitoli dedicati alla cosmesi naturale: uno all’aromaterapia – con un essenziale e pratico vademecum delle principali essenze e delle relative proprietà – un altro agli oli, per impararne composizione, uso e conservazione.

Terminato di leggere questo interessante libricciuolo (ma anche mentre lo stavo leggendo) mi sono passata in rassegna gran parte dei vasetti/flaconcini di creme, shampoo, bagnoschiuma e quant'altro avessi per casa, per controllarne l'INCI. Avete presente quella lista di ingredienti, scritta  sempre molto in piccolo, che si trova sui flaconi? Ecco, quella è l'INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients). Alla fine, se avessi dato retta a ciò che avevo appena letto - e di cui non ho ragione particolare di dubitare, tut'altro - avrei dovuto buttare via quasi tutto. Non ho trovato nemmeno un prodotto che non avesse, tra gli ingredienti, almeno un componente a rischio di rilascio di sostanze cancerogene, di formaldeide, etc... soprattutto fra i conservanti. Ad esempio, l'acqua distillata di rose della Roberts contiene il conservante 2-bromo-2-nitropropane-1,3-diol, che pare possa essere cancerogeno; tutte le creme idratanti per il corpo che ho (esclusa una della Perlier) contengono quantità più che rilevanti di paraffina liquida, che deriva dagli idrocarburi ed è potenzialmente dannosa anche lei; il bagnoschiuma con olio idratante Neutro Roberts (spacciato come morbido e naturale) contiene il conservante imidazolidinyl urea, che sembra potenzialmente tossico, senza contare i vari Peg e tensioattivi vari presenti in shampoo e saponi. 

Che faccio? Prendo tutto e butto via in blocco, oppure continuo così come ho fatto sino ad ora, beatamente inconsapevole di quello che c'è nei prodotti che adopero ogni giorno? Magari opto per una via di mezzo. Mi tengo i prodotti che ho già in casa e li uso, terminando il contenuto del flacone; però da ora in poi, per i nuovi acquisti, invece di fermarmi al packaging tanto carino e al prezzo conveniente, mi metterò a leggere con maggiore attenzione (e sicuramente maggiore consapevolezza) anche l'etichetta con l'INCI sul retro, e a scegliere in base a quello.

martedì 14 agosto 2012

sfumature inspiegabili di marketing editoriale

Dopo quasi due mesi in cui avevo consapevolmente evitato di cominciare a leggere Cinquanta sfumature di grigio di E L James
1) perché troppo strombazzato dal marketing (e quindi in genere mi tengo alla larga dai titoli spinti "artificiosamente"),
2) perché il "presunto" argomento S&D non è proprio nelle mie corde,
3) e perché stavo leggendo George R. Martin, ben più coinvolgente,
alla fine ho ceduto e ho cominciato a leggerlo... anche perché, valutando diversi commenti, sembra che alla fin fine di questo "presunto" argomento su queste pagine se ne parli tanto, ma poi in realtà ce ne sia poco.
La curiosità ha finito per avere la meglio e mi son decisa a a leggerlo pure io per potermi fare un'idea mia, personale (e capire se mi stavo perdendo un capolavoro, oppure se è la solita ehm.. come dire... fuffa).

Estrapolando questo libro da tutto il cancan mediatico che vi è stato fatto intorno, arriverei a dargli anche un giudizio più che discreto. Non è così malvagio, e alcune parti sono anche divertenti: ho proprio riso leggendole :-) (sarà grave, per un libro che si propone come "erotico"??)
Se invece tengo conto di tutta la promozione che gli è stata fatta, spacciandolo come uno scandaloso libro hard, ebbene, il mio voto scende, perché, siòre e siòri, alla fin fine questo libro non è poi molto diverso da un romanzo rosa facilmente reperibile in edicola (per chi non fosse pratico del genere, spiego che i romanzi rosa - romances - comprendono al loro interno numerosi sottogeneri, più o meno spinti, con ambientazioni storiche, contemporanee, fantasy, paranormal, anche con ingredienti thriller/gialli etc etc... insomma ce n'è per tutti i gusti).
Nello specifico le Cinquanta sfumature partono nelle prime 80-90 pagine in modo stra-evidente come uno young adult (ormai anche i sassi sanno che le Sfumature nascono come fan-fiction di Twilight) e poi rientrano (ovviamente) nella categoria hot del genere, ma non direi che sia un libro così forte, anzi mi è parso che le tematiche S&D siano semplicemente accennate un po' "all'acqua di rose" (e meno male, per quanto mi riguarda, poiché in passato ho mollato un libro tipo "La bella addormentata" di Anne Rice al secondo capitolo, tanto era disgustoso e squallido - non faceva proprio per me!). Le Cinquanta sfumature le ho invece incasellate subito come una "classica" storia d'amore, seppure particolare, dove si capisce lontano un miglio dove andrà a parare la storia - anche se credo che sia alquanto esagerato dilungare la frittata per tre libri.

Quello che però io continuo a non spiegarmi è come mai il marketing abbia spinto TANTISSIMO questa trilogia, quando invece ci sono in circolazione molti romances più belli, intriganti, commoventi, sensuali, profondi, intensi, etc... che continuano a essere relegati in edizioni da edicola, e soprattutto a essere considerati letteratura di serie B (mentre invece i tre libri delle Sfumature sono diventati la lettura "in" dell'estate, mah)...

martedì 13 luglio 2010

working hard

Io mi lamento dei miei 36 gradi quotidiani, ma in ufficio c'è comunque un condizionatore. Ci sono invece quelli che devono lavorare anche sotto il solleone, e ripetere più volte sempre le stesse cose e gli stessi movimenti...


(link al video su YouTube - tolto embed per evitare rogne con la Cookie Law)

Quello che conta poi è il risultato.
(Light Blue Commercial 2010, David Gandy and Anna Jagodzinska by Mario Testino)


(link al video su YouTube - tolto embed per evitare rogne con la Cookie Law)

martedì 19 gennaio 2010

se non lo visiti lo portiamo via

A volte ci sono campagne di comunicazione (per le quali vengono sicuramente spesi fior fiore di euri), di cui mi chiedo quale sia l'effettiva utilità. E se invece quei soldi fossero utilizzati per migliorare il relativo servizio?
L'esempio classico sono gli insulsi spot che la Rai ci propina ad ogni inizio di anno, per "stimolarci" a pagare il canone. Ma santo cielo: se il canone lo sto già pagando da anni, continuo ad essere obbligata a farlo anche adesso, nonostante con il digitale terrestre (che mi è stato imposto) non riesca più a registrare i programmi come prima... Non mi serve 'sto cavolo di spot! E se i soldini di quegli spot la Rai li usasse invece per migliorare le proprie trasmissioni, invece di propinarci pacchi e contropacchi come il più infimo dei canali commerciali?

Stamattina sul giornale vedo invece le fotografie di quest'ultima provocatoria campagna pubblicitaria del Ministero dei Beni culturali, che si rivolge ai turisti e ai cittadini "minacciandoli" di portare via i monumenti se non verranno visitati. Vediamo così il pezzo di muro con il Cenacolo che viene spostato, il Colosseo smontato e il David portato via (a Londra!) con l'elicottero.
Come prima impressione, il messaggio non mi piace per nulla: "se non lo visiti lo portiamo via" ha un tono terroristico ed infantile. Cosa vuol dire "se non lo visiti"? Non sono io cittadino che devo garantire la salvaguardia di un bene artistico, ma sei tu Stato che lo dovresti fare, sia per un museo stra-visitato sia per un bene poco conosciuto. Anzi, ancora di più in questo secondo caso, se si tratta di un bene di nicchia o dimenticato. E poi se l'arte è patrimonio di una nazione, vuol dire che è dei suoi cittadini, e lo Stato non può comportarsi da padre-padrone e arrogarsi (seppure nella finzione di uno spot) il diritto di togliergliela.
Per quanto riguarda capolavori come quelli ritratti nei cartelloni (Colosseo, Cenacolo e David), poi non mi pare proprio che soffrano di penuria di visitatori, tutt'altro: quando sono stata a visitare la Galleria dell'Accademia a Firenze c'era una coda allucinante, e per il Cenacolo vinciano credo ci siano liste di prenotazione di mesi.
A me questa sembra una campagna irritante e abbastanza inutile - ma ovviamente è un'impressione personale. L'investimento pubblicitario poteva essere dirottato verso un restauro o un recupero concreto: l'arte italiana ne avrebbe sicuramente tratto maggior giovamento.

martedì 12 gennaio 2010

che sete!


La notizia proveniente oggi dal rutilante universo della pubblicità è che Hugh Jackman sarà, per i prossimi tre anni, il nuovo testimonial del Lipton Ice Tea. Le riprese dello spot sono state effettuate oggi a Rio de Janeiro, e quindi è verosimile pensare che fra brevissimo vedremo in televisione il nostro caro Hughino alle prese con la bevanda ambrata.

Il comunicato ufficiale recita "Hugh Jackman, con il suo approccio ottimista alla vita, incarna alla perfezione la filosofia Drink Positive rispecchiando i valori di Lipton Ice Tea, ed è perciò la figura perfetta per il brand."