mercoledì 10 agosto 2016

attenti a quei due


Ho riempito queste ultime serate estive con un binge watching discretamente vintage. Mi è passata per le mani l'unica stagione di "Attenti a quei due" (The Persuaders) e non me la sono fatta sfuggire. Ero sicura di averne visto delle puntate sparse qua e là, nel corso della mia vita, ma ero sicurissima di non averla mai guardata per intero.

Il telefilm, una delle serie cult di tutti i tempi, di cui venne per l'appunto prodotta un'unica stagione di 24 puntate, fra 1970 e 1971 (in Italia venne trasmesso solo dal 1974) vede come protagonisti Roger Moore e Tony Curtis, nei rispettivi panni di Brett Sinclair, lord inglese, e di Danny Wilde, uomo d'affari americano nato nel Bronx.

Nel primo episodio i due, dopo essersi casualmente sfidati in una corsa automobilistica sulla Costa Azzurra, vengono ingaggiati (con una specie di ricatto) dall'ex giudice Fulton per un'indagine.
Per la cronaca, le automobili dei due sono una Aston Martin arancione-gialla DBS V8 per Brett Sinclair e una Ferrari Dino 246 GT, naturalmente rossa, per Danny Wilde.


A parte la prima, tutte le puntate successive non seguono alcun filo conduttore, e possono essere viste in qualsiasi ordine. E meno male, poiché l'ordine in cui sono disposti i miei episodi è differente rispetto a quello riportato da Wikipedia & co...

Una serie di enigmi gialli e intrighi internazionali scandisce le giornate di Brett e Danny, tra feste, belle donne, manieri di campagna e macchine fuoriserie. Il tutto sullo sfondo dei colori, dei tratti e del design della Swinging London, di inizio anni Settanta.

Le puntate si svolgono soprattutto in Inghilterra e sulla Riviera francese, con alcune incursioni in Spagna, Italia e Svezia.In numerosi episodi Danny viene scambiato per un'altra persona, e per questo motivo rapito o fatto oggetto di minacce. In altre puntate i guai maggiori li vive lord Sinclair, alle prese con una presunta moglie oppure con una serie di incidenti mortali nella propria famiglia.


Danny e Brett vengono coinvolti in situazioni pericolose ma sempre pervase di un sottile umorismo. Fra loro e il giudice Fulton si viene poi a creare un legame di amicizia. Proprio il rapporto fra Danny e Brett diventa uno degli aspetti più divertenti del telefilm. In pratica, i due rappresentano i due diversi stereotipi: quello raffinato inglese della vecchia Europa e quello rozzo e arricchito statunitense.

A tutti e due piace il lusso, ma lo intendono in maniera diversa, e la cosa è evidente, per esempio, paragonando l'abbigliamento sportivo ma chiassoso di Wilde, contrapposto alla ricercata eleganza di Lord Sinclair, i cui abiti di scena (foulard compresi) furono disegnati dallo stesso Roger Moore.



La serie non ha un episodio conclusivo vero e proprio. Nonostante il successo dell'epoca, non venne proseguita, forse anche perché Roger Moore avrebbe cominciato a vestire i panni di James Bond di lì a brevissimo.

Una curiosità: i capelli di Tony Curtis sono neri negli episodi che vennero girati per primi, mentre si ingrigiscono un sacco, fino a diventare quasi bianchi, nelle puntate finali. Considerando che le riprese debbono essere state fatte nell'arco di non più di un anno è davvero una trasformazione notevole...

Il motivo musicale della sigla d'apertura venne scritto da John Barry, autore delle musiche del film di 007, e all'epoca dell'uscita del telefilm ebbe molto successo.


1 commento: