giovedì 22 aprile 2010

visita alla sindone

Quest'oggi mi sono recata a vedere la Sindone. C'è gente che per questa cosa viene dall'altra parte del mondo, per cui io che sono qui a due passi ho pensato di fare anch'io una visitina (nonostante avessi già visto il Sacro Lino in passato).
Avevo prenotato per l'una e già sapevo che avrei dovuto bellamente dire addio alla mia pausa pranzo. Nonostante questo però mi è venuto lo stesso un coccolone quando ho visto la lunghezza della fila che avrei dovuto affrontare: ho seriamente pensato che avrei sforato le due ore di pausa di cui disponevo (cosa che poi per fortuna ho evitato :-)
Succede infatti che i geni organizzatori di questa Ostensione si sono studiati un lunghissimo "percorso" di avvicinamento al Duomo, il quale passa in luoghi normalmente chiusi al pubblico: hanno costruito una sorta di lunga strada pavimentata col parquet e coperta da tanti gazebo. In 2-3 punti ci sono i volontari con la casacchina violetta (generalmente pensionati, ma anche qualche straniero) che controllano sommariamente la ricevuta della prenotazione (e qui ho visto gente che aveva delle belle stampe a colori nella cartellina di plastica... io invece ce l'avevo stampata su carta da riciclo e l'avevo in tasca, ripiegata tipo lista della spesa). Ad ogni modo la parte iniziale della fila è risultata abbastanza "scalabile", in quanto composta da scolaresche urlanti (ma - dico io - chi è che decide di portare ciurme di bambini delle elementari a vedere la Sindone così? ma portateli a vedere un parco, no??) e comitive pronte a fotografare ogni albero e filo d'erba... non è stato particolarmente problematico raggiungere la fila vera e propria che avanzava piano, ma in modo regolare.
Devo dire che in questo percorso di avvicinamento mi aspettavo qualche pannello che illustrasse la storia e le traversie della Sindone, gli studi scientifici che sono stati fatti, qualcosa in più... invece non c'è stato nulla, se non un unico e breve filmato di un paio di minuti, una sorta di guida alla lettura dell'immagine presente sul Sacro Lino. Per il resto nulla. Per quanto mi riguarda - essendo torinese - si tratta di informazioni che già conoscevo, ma magari non è detto che un turista che arriva da chissà dove sia così edotto su tutto il background che gira intorno alla Sindone...
Si entra finalmente in Duomo, dopo un'ora buona di coda, dove le zelanti guide con la casacchina viola ti indirizzano su uno dei 3 livelli di passerelle, e zacchete, ecco che ti trovi davanti alla Sindone esposta, attorniato dagli altri visitatori che continuano a scattare foto con le loro macchinette e i loro display illuminati, e dai tizi violetti che sbraitano 'signori venite avanti, distribuitevi meglio'. Tu sei lì davanti che cominci appena a indagare con gli occhi la sagoma del volto e del corpo di quell'Uomo, che può essere o meno il Figlio di Dio ma è stato sicuramente un uomo che ha sofferto, e sicuramente un uomo non comune... e a pensare che quello è proprio il lenzuolo vero, non la foto che hai visto tantissime volte... quando i violetti ti smuovono e ti dicono di andartene, lasciare spazio e avviarti verso l'uscita della chiesa.
Ecco, a mio avviso non vale davvero la pena di prenotare la visita ed affrontare una coda di oltre un'ora (e nei giorni festivi è sicuramente peggio) per trovarsi sballonzolati così, alla fine. Anche chi non si è prenotato ha la possibilità di entrare liberamente nella navata centrale del Duomo durante l'apertura, di sedersi nei banchi e di andare abbastanza avanti, sin dove ci sono le transenne, di vedere la Sindone solo un pochino più da distante (ma si vede abbastanza bene lo stesso) e di stare lì a pregare, o semplicemente a riflettere, tutto il tempo che vuole.
Ecco. Io sono uscita dal Duomo seguendo il percorso obbligato, poi sono rientrata e mi sono seduta un pochino più a lungo. Potevo evitarmi il tour de force del percorso e fare così già da subito. Magari ci ritornerò ancora uno dei prossimi giorni, in modo così informale, e con molta più calma di oggi.

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